Le statue di Mont'e Prama

Nel 1974 il contadino Sissinio Poddi era occupato a dissodare il suo campo quando l'aratro del suo trattore urtò contro un masso. Il contadino fermò il trattore, prese la pala e cominciò a scavare per per dissotterrare l'ostacolo. Con grande stupore si accorse che non si trattava di un semplice masso ma di un torso di una statua che doveva essere stata di grande dimensioni. Immediatamente informò la soprintendenza dei beni archeologici e pochi anni dopo inziarono gli scavi ufficiali che portarono alla luce quello che potrebbe essere definito il più grande raggruppamento di statue giganti in pietra del mediterraneo occidentale.

Gli scavi portarano alla luce migliaia di pezzi e frammenti e passarono più di trent'anni prima che le statue venissero ricomposte (proprio come un gigantesco puzzle tridimensionale) e finalmente nel 2011 i giganti di Mont'e Prama erano pronti per essere mostrati al pubblico. La prima esposizione si è tenuta nel centro di restauro di Li Punti a Sassari, dove abbiamo avuto il privilegio di ammirare l'intera collezione di statue. Probabilmente dal 2016 gran parte della collezione verrà collocata definitivamente nel museo archeologico di Cabras, mentre alcune statue verranno esposte nel museo archeologico di Cagliari. Già in passato il museo Cagliaritano ha esposto parti e frammenti significativi delle statue di Mont'e Prama.

La necropoli di Mont'e Prama

Mont'e Prama è il nome di una collina della penisola del Sinis, non distante da importanti siti archeologici come il nuraghe s'Uraki di San Vero Milis e il sito fenicio-punico-romano di Tharros. Nei pressi di Mont'e Prama si trovano i resti di alcuni importanti nuraghi complessi e ai suoi piedi, dove furono trovati i primi pezzi delle statue, è stata scoperta la necropoli. Gli scavi dell'area della necropoli sono stati effetuati sotto la guida dell'archeologo Carlo Tronchetti. Durante gli scavi sono stati ritrovati oltre cinquemila diversi pezzi e frammenti appartenenti alle statue e anche pezzi di modelli di nuraghi e di betili del tipo Oraggiana. La necropoli era costituita da trentatre tombe, del tipo a pozzetto coperte da una lastra di pietra arenaria. Nelle tombe furono rinvenute ossa appartenenti a uomini, donne e bambini. Probabilmente in origine le statue erano collocate vicino alle tombe 1.

Per gli archeologi era molto difficile stabilire in quale periodo fossero state scavate le tombe per via dell'assenza di reperti databili con esatezza, un'ipotesi fa risalire l'origine della necropoli al VII secolo a C. Probabilmente le statue vennero distrutte e ne furono accatastati i resti in torno al IV secolo a C proprio in coincidenza con il periodo punico nell'isola. Per secoli i contadini ignari del tesoro sepolto nei loro campi hanno lavorato e dissodato il terreno, e purtroppo molti pezzi di statua, in particolare i più grandi, evidenziano solchi e strie causati dal passaggio degli aratri. Questo ha reso l'opera di restauro ancora più difficile 2.

Le statue

Le statue si possono suddividere in tre tipologie; i pugilatori con scudo, i guerrieri con spada e scudo e gli arcieri con l'arco. I pugilatori sono raffigurati vestiti da una tunica corta e una sorta di guanto alla mano destra, e con il braccio sinistro tengono uno scudo rettangolare sopra la testa. Gli opliti si distinguono per lo scudo rotondo davanti al petto. Le statue raffiguranti gli arcieri portano una tunica e sul capo un elmo con due corna, nella mano sinistra tengono l'arco e sul polso destro una protezione. Cosa tenessero nella mano destra non è certo. Le statue misuravano oltre 2 metri e mezzo d'altezza ed erano di pietra calcarea 3

Il contesto preistorico delle statue

Bisogna interpretare la necropoli con le statue dei giganti, i betili, i modelli di nuraghe nel suo specifico contesto preistorico. Il riferimento a un passato eroico è evidente, anche le statuette in bronzo fanno riferimento allo stesso culto degli eroi. Ogni tipologia di statua gigante sembra avere un suo simile tra i bronzetti 4. I nuraghi, le torri dell'Età del Bronzo, avevano già da tempo perso la funzione di fortezza e vennero adibiti a centri di devozione e culto religioso. Importanti famiglie aristocratiche esercitavano il controllo della vita religiosa, sociale ed economica attraverso la monopolizzazione dei contatti e il commercio con l'esterno, i fenici e gli etruschi. Probabilmente gli aristocratici legittimavano il loro potere, ricchezza e prestigio attraverso le monumentali statue raffiguranti i loro antenati, eroi del passato.

Note

1 Tronchetti 1988, p 73,77; Tronchetti 2005, p 145-147; Van Dommelen 1998, p 97
2 Tronchetti 1988, p 74; Lilliu 1981, p 192 fa risalire le statue al VIII secolo a C
3 Tronchetti 1988, p 74-75; Tronchetti 2005, 148-150; Tronchetti menziona solo due tipi: pugilatori e arcieri
4 Tronchetti 1988, p 75-76; Tronchetti 2005, p 151-152; Van Dommelen 1998, p 110

Bibliografia

1. Lilliu G. 1981, Bronzetti e Statuaria nella Civiltà Nuragica in: Ichnussa, la Sardegna dalle origini all'età classica, Milano, p 177-251
2. Tronchetti, C. 1988, I Sardi, Milano
3. Tronchetti, C. 2005, Le tombe e gli eroi. Considerazioni sulla statuaria di Monte Prama, in: Il Mediterraneo di Herakles, ed. P. Bernardini e R. Zucca, Roma, p. 145-167
4. Van Dommelen, P. 1998, On Colonial Grounds, Leiden

Ultimo aggiornamento 11/01/2015

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