Cultura della Sardegna: Oristano

Nella cultura sarda vi sono influenze europee (dalla Spagna e dalla penisola Italica), nord-africane ed orientali. Le influenze culturali diverse si riscontrono nella lingua, nelle tradizioni popolari e nell'artigianato ma anche nella religione. Esiste per esempio una comunità greco-ortodossa con una sede episcopale, eredità del periodo bizantino, accanto al più diffuso cattolicesimo. Qui tratteremo alcuni aspetti della cultura Sarda che conosce molte espressioni diverse nel territorio. L'accento è sulle province di Oristano e Medio Campidano che storicamente furono più soggette a influenze dall'oltremare che non l'entroterra della Sardegna.

Paesi e città della Sardegna occidentale

Oristano è il capoluogo della provincia omonima istituita con decreto amministrativo negli anni settanta del secolo scorso ed ingrandita con quella del 2006. Oristano è il centro più importante per la provincia; vi è un porto commerciale, un aeroporto turistico (Fenosu) ed è il centro commerciale della provincia. Il centro storico, prevalentemente medievale, ed il museo Antiquarium Arborense meritano una visita. Ulteriori informazioni si possono ottenere presso l'ufficio dell'Ente per il turismo in centro.

A nord di Oristano si trova il noto paese di pescatori, Cabras. Qui viene prodotta la migliore Bottarga, ottenuta dalle uova di muggine, salate e assiccate. I muggini migrano ogni anno verso lo stagno di Cabras per riprodursi.

A Cabras come a Santa Giusta, un'altro paese di pescatori che si trova a sud di Oristano, si costruiscono ancora i fassonis, imbarcazioni tradizionali fatte di canne. Queste imbarcazioni sono molto somiglianti alle barche di papiro raffigurate nei geroglifci dell'antico egitto. Ogni anno si organizza una gara su dei fassonis nello stagno di Santa Giusta.

La località balneare più mondana è Torre Grande con diversi bar e ristoranti e con il lungomare dove si può fare una passegiata nell'ombra dei palmi. In mezzo al piccolo centro si trova una torre d'avvistamento spagnola, dalla quale deriva il nome della località. Torre Grande dispone anche di un porto turistico per gli amanti della navigazione a vela.

Stile architettonico degli anni venti ad Arborea. La chiesa centrale
Stile architettonico degli anni venti
ad Arborea. La chiesa centrale

Arborea, che si trova a sud di Oristano, fu costruita negli anni venti e trenta del secolo scorso contemporaneamente all'enorme opera di bonifica della zona che trasformò le paludi circostanti in fertili terreni agricoli. La cittadina era prevalentemente abitata da contadini veneti, invitati per il volere di Mussolini. Lo stile architettonico è più simile a quello nord italiano ed ha caratteristiche degli anni venti, con influenze della scuola di Amsterdam. la cittadina ha un'economia fiorente grazie alle terre fertili e la produzione di latte di buona qualità.

La localita dei pescatori di Marceddi: pescherecci alla deriva
La localita dei pescatori di Marceddi:
pescherecci alla deriva

A sud di Arborea si trova il comune di Terralba, una communità vivace dove la gente esce la sera per ritrovarsi in piazza. Nel territorio di Terralba, sul lato meridionale del Golfo di Oristano dove i monti dell'Iglesiente confinano con gli stagni pescosi, si trova il pittoresco paesino di pescatori di Marceddì. Oltre al piccolo porto e la vecchia Dogana, che ricorda i traffici di merci entrati in Sardegna per molte vie secondarie, vi si trovano anche ristoranti dove servono il pesce fresco.

Tradizioni, sagre e feste

Molti paesi organizzano feste e sagre locali. Queste feste hanno un forte accento religioso e vedono come elemento più importante la processione dove il santo viene trasportato a spalla (anche per svariati chilometri) o su un carro tirato da buoi. La festa più nota di questo tipo è quella di Sant'Efisio, patrono della città di Cagliari e Pula.

Le foto in questa pagina sono scattate alla festa di Zuarbara di Marrubiu. Con una processione di vari chilometri la statua della Madonnina viene portata in spalla fino alla chiesetta di Santa Maria Zuarbara ai piedi del Monte Arci, accompagnata da cavalieri in costume, trattori addornati di fiori e gruppi folcloristici in costume tradizionale Sardo. Molti compaesani seguono a piedi.

In molte feste sarde i cavalli sono un'elemento importante, spesso squisitamente adornati. L'esempio più noto è la Sartiglia di Oristano. I fantini vestiti col costume tradizionale mostrano la loro abilità a cavallo, infilzando al galoppo anelli sul loro tragitto. E poi vi sono le feste commemorative come quella a Cabras. In una sorta di gara giovani uomini vestiti di bianco portano la statua del santo dalla chiesetta di San Salvatore a Cabras correndo scalzi attraverso la campagna. In questo modo commemorano la fuga per gli invasori arabi (Corsa degli scalzi).

Durante le feste e sagre molti portano il costume tradizionale sardo. Gli uomini vanno vestiti di nero, con pantalone largo e giacchetta nera su una camicia bianca. Il costume femminile consiste in una ampia gonna lunga e un corsetto ricamato lavorato con motivi colorati e riccamente addornato di oro, corallo e altri gioielli. Ogni zona ha un costume diverso. Alle feste poi non possono mancare le bancarelle con i dolci tipici sardi; mostaccioli, torrone, pistokkus altri dolci.

Lingua e Musica

Il Sardo è considerato una lingua propria. Ogni zona conosce la sua variante. Nelle librerie si possono trovare i dizionari ed esiste pure una variante di Wikipedia in Sardu. La lingua ufficiale resta peraltro l'italiano.

Lo strumento tradizionale specifico per la Sardegna sono le launeddas. Lo strumento afiato, molto simile alle cornamusa scozzese, è costituito da diverse canne forate che producono diverse tonalità e vengono suonate contemporaneamente. Molto particolari sono pure i canti sardi, anche in questo caso ne esistono diversi varianti per tecnica e composizione dei versi canori. La lingua sarda è oramai entrata anche nella musica moderna. Il gruppo più famoso degli ultimi anni si può considerare i Tazenda.

Prodotti della terra

Nonostante la Sardegna sia un'isola il più dei prodotti tipici provengono dalla agricoltura. In primo luogo il vino. Intorno a Oristano e nelle colline si trovano molti vigneti. Il vino bianco più pregiato è il Vernaccia di Oristano, un vino abbastanza forte e liquoroso. Altri tipi di uva sono la Monica e la Nuraghus, dal quale si ottengono vini rossi. Grazie al clima arido i vini acquistano un sapore intenso e ricco. I vini più noti della Sardegna sono considerati il Cannonau ed il Vermentino. Il cannonau è prevalentemente prodotto nelle zone interne della Sardegna (Jerzu, Dorgali) e viene considerato il vitigno più vecchio del mondo.

Il liquore regionale è il Mirto, ottenuto dalle bacche dell'omonima pianta. Le foglie vengono spesso usate per profumare gli arrosti oppure carne alla brace, come il famoso porceddu, il maialetto arrosto. Il formaggio caratteristico è il pecorino sardo. Nei negozi si possono trovare molti tipi di pecorino, da quello dolce a quello picante stagionato.

In Sardegna si trovano anche tantissimi uliveti e si producono degli ottimi oli. Famosi poi sono anche la salsiccia sarda secca e fresca da fare sulla graticola.Grazie all'acqua del fiume Tirso, regolato poi dalla diga del lago Omodeo, è possibile coltivare il riso nei campi lungo il fiume. Il riso è di ottima qualità.

I prodotti tipici, sopratutto vini, vengono esportati in tutto il mondo. Naturalmente i veri sapori sardi si possono gustare nei molti ristoranti della Sardegna.

L'artigianato tradizionale e i loro prodotti

Dai tempi remoti la lavorazione dell'oro e la realizzazione di i gioielli ha raggiunto un livello altissimo. Molto nota è la lavorazione del corallo e la produzione di gioielli in tecnica filigrana (filigrain).

Altro prodotto tipico è il sughero. Il miglior sughero proviene dalla Sardegna e viene usato dalle più prestigiose case produttrici di vino. In Sardegna si trova poi una lunga tradizione della produzione di tappeti (Samugheo) e ceramica artigianale.

Un'altro manufatto tipico sardo è il coltello a serramanico. Ne esistono due varianti: la Pattada, proveniente dalla zona di Pattada che consiste in una lama di ferro (ma anche acciaio ormai) ed impugnatura di osso o corno, e l'Arburese con una lama più larga.

Ultimo aggiornamento 20/01/2014

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