Religione e cristianesimo nella Sardegna romana

I riti religiosi nella Sardegna Romana erano di svariati tipi e origine, per via delle influenze esterne. In primo luogo vi erano i culti antichi sardi, che in qualche caso venivano incentivati anche dai romani. Poi vi erano le divinità di origine fenicio-puniche, venerate nei templi delle città, che più tardi vennero associate alle divinità romane. In epoca romana vennero introdotti nuovi culti religiosi tra cui il cristianesimo (questo divenne dopo il 313 d C la religione di stato). Anche nuovi culti orientali si difussero in Sardegna, perchè l'isola era luogo di esilio per molti opponenti delle religioni di Roma. La diversità religiosa della Sardegna si vede ancora nella ricchezza delle testimonianze archeologiche dell'epoca romana. Ma questa diversità si nota ancora oggi nelle tradizioni e nelle feste popolari. Le celebrazioni dei martiri cristiani vennero abbinati a abitudini e a riti pagani per facilitare l'avvicinamento dei sardi alla fede cristiana.

Le tradizioni religiose sarde

I riti religiosi dei sardi dell'entroterra dell'isola non avevano subito cambiamenti durante il periodo cartaginese. Del resto il potere della città di Cartagine non si era mai esteso su tutta l'isola. Nelle zone di campagna dove l'elemento punico era più forte si trovano testimonianze di assimilazioni di elementi ellenistici (Demetrio e Kore). Successivamente con l'avvento della romanizzazione, l'introduzione e l'assimilazione di elementi ellenistici e romani si estendeva a tutta l'isola. Luoghi di culto nuragici dove la cura dei malati era centrale venivano dedicati a Eshmun/Esculapio, altri venivano dedicati a Kore/Ceres e Demetrio, le divinità del grano e della pastorizia. Un'esempio di queste assimilazioni religiose si riscontra nel Nuraghe Lugherras (Paulilatino), qui sono state rinvenute molte statuine dedicate alla dea del grano 1. L'esempio più noto di continuità religiosa sarda è il luogo di culto per il dio sardo, Babai. Per questa divinità fu costruito in epoca punica il tempio di Antas. Lo stesso tempio venne poi ricostruito in epoca romana su modello dei templi latini e dedicato al dio Sardus Pater. Anche in altri santuari sono state rinvenute statue raffiguranti la divinità sarda risalenti al periodo romano 2. I riti intorno ai pozzi sacri dei santuari nuragici, come quello di Santa Cristina a Paulilatino, restarono in uso anche in epoca romana, ne fanno testimonianza i reperti di epoca romana rinvenuti nei pozzi 3. Molti riti religiosi sardi continuarono ad essere praticati sotto forma di riti magici popolari. Questi vennero tramandati da generazione in generazione e raccontate nelle legende popolari 4. In certe parti della Sardegna è nota l'usanza di commemorare i morti nella notte del 31 ottobre mettendo un piatto con il mangiare fuori dalla porta. Le origini di questa usanza sono da riportare a riti antichi sardi e punici per la venerazione degli antenati. I punici appoggiavano il piatto vicino alla tomba dei familiari defunti.

L'assimilazione delle divinità fenicio-puniche

La romanizzazione delle divinità locali era più evidente nelle città fenicio-puniche dove i templi esistenti venivano dedicati alle divinità romane. Così il tempio di Eshmun a Nora veniva dedicato a Esculapio 5.La dea Astarte, spesso indicata con il nome punico di Tanit, veniva associata a la dea Venere, come nel caso specifico del santuario di Astarte di Erice (Venus Erycina) presso Capo Sant'Elia 6.

I nomi fenicio-punici associati ai nomi romani restarono comunque in uso fino al primo secolo dopo Cristo. In seguito alla completa romanizzazione delle città i nomi fenicio-punici scomparirono definitivamente dalle iscrizioni. I tofet e i suoi rituali caddero in disuso e vennero smantellati per dare spazio ad altri edifici publici 7.

La diffusione di nuovi culti religiosi nell'impero romano

Molto importante nella romanizazzione delle città era la diffusione dei culti dedicati a Iupiter Optimus Maximus (il capitolio) ed il culto degli imperatori romani (nell'Augusteo). I templi dedicati a queste divinità era ubicati presso il foro centrale. Da scavi effetuati in Sardegna si è venuti a conoscenza di luoghi di culto dedicato a Dionisio (Bacco, il dio del vino e dei vigneti, della danza, del divertimento e del teatro). Sono stati pervenuti anche resti di santuari dedicati a Mercurio e a Iuno 8. In epoca romana imperiale si diffusero in Sardegna nuovi culti orientali e nuove religioni, probabilmente introdotti dagli esiliati egiziani ed ebrei. I culti egiziani erano dedicati a Isis, ma si veneravano anche altri dei del pantheon egiziano come Bubastis oppure Iupiter-Ammone. Noto è anche la diffusione del culto di Mitras, il più grande rivale del cristianesimo, queste due correnti religiose si diffusero contemporaneamente nell'impero romano 9

Il cristianesimo: i martiri e i primi vescovi in Sardegna

Nelle fonti del II secolo dopo C si trovano le prime testimonianze della diffusione del cristianesimo in Sardegna. Queste testimonianze parlano dei damnati a metalla, questi erano cristiani che il governo di Roma aveva esiliato e condannato al lavoro nelle miniere. Del periodo successivo è nota la persecuzione dei cristiani. Il culmine di queste persecuzioni si verificò sotto l'imperatore Diocleziano. A questo periodo risalgono i primi martiri cristiani: Saturno di Cagliari, Efisio di Nora, Lussorio di Forum Traiani ed i martiri Gavino, Proto e Giannuario di Turris Libisonis. Le descrizioni della vita dei santi (passio) sono però di data molto posteriore ai fatti avvenuti. Anche le chiese dedicate a questi santi sorsero in epoca più tarda 10. Fuori dall'abitato di Fordongianus si trova la chiesa dedicata a Lussorio e non lontano dalla zona archeologica di Nora si trova la chiesetta dedicata a Efisio 11. Quest'ultimo è anche il santo protettore della Sardegna, al quale è dedicata una festa. Durante questa festa si porta la statua del santo da Nora a Cagliari dove si trova un'altra chiesa a lui dedicata. Secondo l'agiografia Efisio si era appena convertito al cristianesimo quando sentì parlare di una tribù pagana nella Sardegna che non si voleva sottomettere all'autorità romana. Efisio decise di partire da Gaeta con un'armata per raggiungere la Sardegna. Qui vi sbarcò vicino a Tharros e successivamente sconfisse la tribù pagana in uno scontro armato. Dopo questa vittoria giunse a Cagliari, ma una volta arrivato al capoluogo il magistrato romano lo fece imprigionare e torturare perchè venne a sapere che Efisio era un seguace della fede cristiana. Efisio guarì miracolosamente dalle ferite e quando venne condotto davanti alla statua di Apollo questa si polverrizzò miracolosamente. Il magistrato romano si ammalò gravemente da dover lasciare il suo incarico e l'isola per sempre. Nonostante questi segni divini il nuovo magistrato fece di nuovo torturare Efisio e lo condannò a morte. La sentenza fu eseguita a Nora 12.

Con l'Editto di Milano di Costantino (313 d C) il cristianesimo divenne religione ufficiale dell'Impero Romano. Nel frattempo il cristianesimo in Sardegna si era organizzata e nel 314 d C sull'elenco dei vescovi appare il primo vescovo de civitate Caralis provincia Sardinia 13. Nel IV secolo dopo C il vescovo sardo Lucifero di Cagliari svolse un ruolo di rilievo nella storia della chiesa. Come opponente dell'Arianesimo fu esiliato insieme a Dionisio di Milano e Eusebio di Vercelli. Lucifero continuò mostrarsi accanito opponente dell'Arianesimo anche dopo il suo ritorno dall'esilio. La sua tenacia portò la chiesa allo scisma detto di Lucifero 14.

I sarcofagi romani e le catacombe cristiane in Sardegna

In epoca romana si verificarono cambiamenti anche in quelli che erano i riti funerari tradizionali. Con la romanizzazione si diffuse l'uso dei sarcofagi e dei monumenti funerari della cultura romana. A Tharros sono ancora visibili alcuni sarcofagi romani situati nella trincea antemurale sulla collina di Muru Mannu 15.

Con l'avvento del cristianesimo le tombe puniche di Sant'Antioco vennero trasformate in catacombe cristiane. Questo riutilizzo ed ampliamento delle tombe puniche a camera avrebbe avuto inizio nel luogo dove sorge la chiesa dedicata a Sant'Antioco. Col tempo le catacombe si estesero a diventare un vero labirinto 16.

Note

1 Dyson 2007: p. 140-143; Van Dommelen 1998: p 203
2 Zucca 1989: p. 17-24; Mastino 2005: p. 408-413
3 Mastino 2005: p. 405
4 Mastino 2005: p. 436, vedi anche il sito di Contusu Antigu
5 Mastino 2005: p. 407; Tronchetti 1986: p. 57-61
6 Mastino 2005: p. 406
7 Acquaro 1999: p. 42-43; Acquaro 1996: p. 48-61
8 Mastino 2005: p. 413-419
9 Mastino 2005: p. 419-428
10 Mastino 2005: p. 455-460 11 Zucca 1986: p.11-16 (su Lussorio)
12 Mastino 2005: p. 463 la leggenda di Efisio è un riassunto del passaggio nel libro di Mastino
13 Mastino 2005: p. 478
14 Mastino 2005: p. 478-480; Dyson 2007: p. 174-175. Wikipedia su Lucifero di Cagliari
15 Acquaro 1999: p. 46
16 Tronchetti 1989: p. 60-65

Bibliografia

1. Acquaro, C. e A. Mezzolani 1996, Tharros, Roma
2. Acquaro, C. e C. Finzi 1999, Tharros, Sassari
3. Dyson, S.L. and R.J. Rowland 2007: Shepherds Sailors and Conquerors, Philadelphia
4. Mastino, A. 2005: Storia della Sardegna Antica, Sassari
5. Tronchetti, C. 1986, Nora, Sassari
6. Zucca, R. 1986: Fordongianus, Sassari
7. Zucca, R. 1989: Il tempio di Antas, Sassari
8. Van Dommelen, P. 1998, On Colonial Grounds, Leiden

Ultimo aggiornamento 06/01/2014

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