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Sant'Antioco

Sant'Antioco

Sant'Antioco (CI)

La cittadina di Sant'Antioco è stata fondata nel VIII secolo a C come porto commerciale con il nome di Sulky, vicino ad un nuraghe complesso che risale all'Età del Bronzo. Nella cittadina si vedono i resti di una necropoli punica, poi trasformata in catacombe cristiane sotto la basilica di Sant'Antioco. Si può visitare l'importante museo archeologico con l'attiguo santuario all'aria aperta fenicio-punico, il tofet. Nel medioevo il paese cambia il nome in Sant'Antioco, il martire cristiano. Ogni anno si tengono le festività e la processione in onore al santo.

Sant'Antioco

La città di Sant'Antioco si trova nella parte sud-occidentale della Sardegna sull'omonima isola che è quasi unita alla terraferma da uno stretto istmo. L'origine di questa città, che in epoca antica portava il nome di Sulky, risale al VIII secolo a C. Sulky venne fondata come port of trade dai mercanti eubei e fenici, questi cercavano punti di appoggio sicuri per ormeggiare le loro navi, sbarcare la merce e commerciare con le popolazioni locali. Studi hanno dimostrato che già in epoca precedente, nell'età del bronzo, il luogo era frequentato come si evince dai resti di un nuraghe complesso trovato sotto le fondamenta del fortino Su Pisu. Oggigiorno l'abitato moderno ha coperto quasi tutte le tracce delle precedenti strutture fenicio-puniche, romane e medievali, ma del passato millenario di Sant'Antioco si può vedere ancora tanto nei vari siti archeologici e nei musei dove sono esposti molti reperti provenienti da scavi nella città e nel territorio circostante. Per gli amanti della storia fenicio-punica Sant'Antioco è certamente da visitare, ma la ridente cittadina e l'isola offrono pure molto altro, come ristoranti tipici dove viene servito il pesce appena pescato, spiagge pittoresche e un mare limpido.

Il ponte romano

Per arrivare a Sant'Antioco si percorre la ss126 lungo l'istmo, sulla sinistra si trovano gli stagni con i fenicotteri e le saline, e sulla destra il mare pescoso che per tanto tempo è stato la base dell'economia della città. Poco prima di arrivare al ponte sul canale che divide l'isola dalla terraferma si incontra il primo monumento archeologico, il ponte romano-medievale, ormai in disuso ma non privo di fascino. Per visitare Sant'Antioco si consiglia di parcheggiare la macchina vicino al museo archeologico. Questo si raggiunge svoltando a destra subito dopo il ponte e proseguendo sul lungomare fino alla curva che porta al parcheggio. Da questo punto si possono raggiungere a piedi i diversi monumenti e siti che la città offre.

Il museo archeologico e il tofet

Il Museo Archeologico Comunale F. Barreca di Sant'Antioco espone una vasta collezione di reperti provenienti da scavi in tutto il territorio, questi raccontano la preistoria e la storia della zona. Attigua al museo si trova la zona del tofet. Il tofet è il santuario a cielo aperto del periodo fenicio-punico, una guida spiega e racconta le vicende legate a questo luogo particolare. Il biglietto del museo può essere combinato con una visita al museo Etnografico e una visita ad alcune tombe ipogeiche del periodo punico.

Il museo Etnografico e le tombe puniche

Nel museo Etnografico si possono vedere diversi oggetti d'uso quotidiano della vita domestica e contadina del passato. Tutti gli oggetti sono stati donati al museo dagli abitanti di Sant'Antioco. L'esposizione rende una simpatica idea di com'era la vita delle famiglie Sarde sull'isola. A pochi passi dal museo Etnografico si trovano alcune tombe puniche scavate nella roccia. Queste tombe sono state usate come abitazioni da alcune famiglie di Sant'Antioco fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Per accedere alle tombe/abitazioni si discende una stretta e ripida scala, anche questa scavata nella roccia, e si entra negli ambienti tinteggiati con calce bianca e arredati con pochi mobili. Sempre nella stessa zona si vedono altre tombe puniche addibite a ricoveri, queste sono proprietà privata e quindi non visitabili.

Il fortino e la basilica

Nel punto più elevato del centro si trova il fortino sabaudo su Pisu, costruito nel periodo del governo piemontese. Dal fortino si ha la veduta panoramica a 360 gradi della città e dei dintorni, da qui si scorgono anche gli ultimi scavi nella necropoli fenicio-punico e parte dell'acropoli antica.
A poca distanza dal fortino sabaudo si arriva alla basilica di Sant'Antioco. Sotto la basilica si trovano le catacombe paleocristiane, un labirinto di tombe puniche riutilizzate in epoca tardo romana e alto medievale per le sepolture cristiane. Le catacombe sono visitabili quando la chiesa è aperta. Ogni anno in occasione della celebrazione del santo patrono si tiene una spettacolare processione. Alla processione prendono parte centinaia di persone, a piedi o a cavallo, vestitit con i costumi tradizionali dei vari paesi della Sardegna. In quest'occasione si possono ammirare anche i carri trainati da grandi buoi, carri e animali sono bardati a festa.

Il museo del Bisso

A pochi passi dalla basilica, andando verso il porto, si trova il piccolo museo del bisso. Il bisso è un prezioso filamento ottenuto dalla Pinna Nobilis, un mollusco bivalve protetto. Ai visitatori si spiega l'origine del bisso e la lavorazione del pregiato tessuto. Dopo il museo si continua a scendere verso il porto e passeggiando sul lungomare si può ammirare il bel panorama offerto dalle barche dei pescatori ormeggiate e i monti della Sardegna in lontananza. Alla fine della passeggiata si gira a sinistra e si ritrova il parcheggio presso il museo.

Bibliografia

1. Bartoloni, P., 2003, Fenici e Cartaginesi nel Sulcis, Cagliari
2. Bartoloni, P. 2007, Il Museo Archeologico Comunale "F. Barreca" di Sant'Antioco, Sassari
3. Tronchetti, C. 1989, S. Antioco, Sassari
4. Tronchetti, C. 1995, Il tophet di S. Antioco e le sue stele, Sant'Antioco

Ultimo aggiornamento 27/05/2016

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