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Santa Vittoria di Serri

Santa Vittoria di Serri

Serri (CA)

Il santuario di Santa Vittoria di Serri si trova sull'orlo della giara, uno degli altopiani nella Marmilla. Il sito nuragico era costruito intorno ad un santuario con un pozzo sacro e un'ampio Recinto delle Feste. Fonti antichi narrano che i romani sorpresero i sardi durante i festeggiamenti, li uccisero e incendiarono il santuario. La chiesetta di Santa Vittoria è stata costruita proprio sull'orlo della Giara.

Santa Vittoria di Serri

La Giara di Serri si trova a est della Giara di Gesturi, tra le regioni della Marmilla, il Trexenta e il Sarcidano. L'altopiano roccioso si eleva a 662 metri slm e l'unica strada per raggiungerlo passa dal paese di Serri, procedendo su questa strada si trova il sito archeologico di Santa Vittoria a circa quattro chilometri dall'abitato. Il sito prende il nome dalla chiesetta, oramai quasi distrutta, che si trova al margine ovest dell'altopiano. Nell'area archeologica si trovano diverse strutture di rilievo che risalgono all'età del bronzo, che corrisponde per la Sardegna al periodo nuragico. Su questo sito si trova un santuario che indubbiamente doveva essere di grande importanza per le popolazioni nuragiche, potremo parlare di un santuario pan-sardo, luogo analogo ai santuari pan-ellenici del mondo greco. Qui si incontravano i vari clan nuragici e vi si svolgevano feste religiose e sagre.

Il Recinto delle Feste

Di particolare interesse sono le fondamenta della struttura individuata come il Recinto delle Feste, luogo dove si presume si svolgessero feste religiose. Questo ci appare come un grande spazio ovale recintato da capanne, un portico e una fila di spazi chiusi più piccoli. Sul lato est del recinto si trova un'entrata, un'altra è disposta sul lato sud. Partendo dall'entrata est, procedendo in senso orario, troveremo a sinistra la grande capanna che fungeva da cucina, da qui comincia anche il portico che prosegue per circa un terzo dell'intero perimetro del recinto, interrotto soltanto dall'entrata a sud. La tettoia del portico era sostenuta da una fila di pilastri (forse in legno) di cui le basi sono ancora ben visibili. Il portico si conclude sul lato ovest contro un altra grande capanna, chiamata dei fonditori, per via di rinvenimenti di scorie provenienti dalla fusione del bronzo. Questa capanna era probabilmente destinata all'aristocrazia o agli anziani, per cui viene anche chiamata la capanna dei fondatori. Dietro a questa capanna, fuori dal recinto stesso, si trova un'altra area recintata, probabilmente vi si custodivano animali. Oltre la capanna dei fondatori si trovano nove spazi rettangolari, sul lato nord del recinto, che potevana avere la funzione di bancarelle per la vendita di beni e oggetti religiosi. La circonferenza del recinto si chiude con quattro capanne situate alla destra dell'entrata a est. Nella prima capanna è stata rinvenuta un'ascia bipenne in bronzo e un blocco in arenaria che fungeva da altare (Capanna dell'ascia bipenne). Subito accanto si trova la capanna con un sedile probabilmente usata per riunioni (Recinto con sedilo). Delle due capanne più piccole non se ne conosce la destinazione e funzione.

Il tempio con il pozzo sacro

Il tempio con pozzo sacro è a poca distanza dal Recinto delle Feste. Il tempio è circondato da un muro che richiude uno spazio ovale intorno alla struttura (il temenos). Il tempio è composto da un'atrio, la gradinata per discendere il pozzo e il pozzo stesso di forma rotonda. La sovrastruttura del tempio è andata perduta, ne rimane solo la base. Nel pavimento dell'atrio è perfettamente distinguibile una canaletta che serviva per far defluire il sangue dei sacrifici oppure l'acqua delle libagioni. Il pozzo è costruito con pietre ben levigate e squadrate ed ha un diametro di due metri per tre metri di profondità, la forma del pozzo è perfettamente circolare. Durante gli scavi sono rinvenuti elementi architettonici che hanno permesso di ricostruire parte della struttura sopraelevata del tempio. Uno degli elementi ornamentali era un protome di toro con le corna, elemento ricorrente tra le divinità dei popoli nuragici e associata a una divinità maschile.

L'area antistante la chiesetta di Santa Vittoria

Nell'area che si trova fra il pozzo e la chiesetta, costruita in epoca bizantina, sull'orlo della ripida scarpata dell'altopiano, si trovano i resti di strutture appartenenti a diversi periodi antichi. Dal pozzo sacro parte una via sacra pavimentata che porta fino a una capanna grande, in prossimità di questa capanna si trovano i resti di un protonuraghe di cui le pietre sono state riutilizzate per la realizzazione di un grande muro di difesa a nord dell'area sacra. Sempre su questa area si trovano i resti di una torre nuragica con feritoie, una capanna con un atrio e un tempio di forma quadrata (il tempio ipetrale) nel quale sono stati rinvenuti diversi oggetti di culto e un'altare. Del tempio si pensava che non fosse provvisto di tetto fino a che non si sono scoperte tracce di quest'ultimo che sarebbe stato distrutto da un violento incendio. Non solo la furia del fuoco avrebbe distrutto l'area sacra, ma anche il riutilizzo delle pietre e l' stesso dell'area in epoche successive, come quando vi era stazionata un reparto di soldati bizantini che usavano la zona come cimitero. Tutto questo non contribuisce a facilitare il lavoro degli archeologi odierni.

Altre strutture di rilievo nella zona archeologica

Il muro difensivo costruito sul lato nord della zona sacra si sviluppa verso nord per finire vicino a una capanna particolare, la capanna del capo. Questa capanna con atrio rettangolare è costruita con pietre ben levigate, molto simile ai nuraghi semplici con copertura a tholos (falsa volta), all'interno della capanna si trovano diverse nicchie. A est del Recinto delle Feste si trovano diverse capanne che dovevano servire come abitazioni. Solo la più grande fra queste poteva aver avuto la funzione di capanna delle riunioni, all'interno di questa si trova un sedile lungo tutta la circonferenza della capanna stessa, in parte sovrastati da grandi lastre piatte di pietra a mo' di baldacchino.

Questi sedili dovevano essere destinati a personaggi importanti. Nelle pareti si trovano diverse nicchie e all'ingresso vi si poneva un bacino con dell'acqua. Dagli scavi in questa capanna sono stati rinvenuti diversi oggetti di pregio, tra i quali un torciere in bronzo. Il tutto fa penmsare che in questa capanna vi si tenessero riunioni di particolare importanza per i clan di tutta la regione, un parlamento pan-Sardo. Anche in questa capanna è stata accertata la devastazione arrecata dal fuoco.

In questo caso la ricerca archeologica conferma quanto era stato riportato da Strabone. Per debellire la resistenza Sarda contro il dominio romano si decise di attaccare i Sardi quando questi si riunivano per la loro festa religiosa e di bruciare i loro santuari.

Bibliografia

1. Lilliu,G. 2003: La civiltà dei Sardi dal paleolitico all'età dei nuraghi, Nuoro
2. Zucca, R. 1988: Il santuario nuragico di S. Vittoria di Serri, Sassari

Indirizzo: Località Santa Vittoria, Serri

Tel. 3460669068 - 3488893945

Orari: dalle 09:00 fino all'imbrunire

Prezzi: Euro 5,00 ; Euro 4,00 (gruppi); Euro 3,00 (tariffa ridotta)

Sito web: Santa Vittoria di Serri

Possibilità di visite guidate (non dalle 13:00 alle 15:00)

Le informazioni sono state aggiornate al 2019 tuttavia prezzi e orari di apertura possono subire variazioni.

Ultimo aggiornamento 22/05/2016

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