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Tharros

Tharros

Cabras (OR)

Tharros è il sito di una cittadina punico-romana fondata nel VIII secolo a C dai fenici sul luogo di un insediamento dell'Età del Bronzo. Le rovine della città sono ubicate sulla penisola di Capo San Marco sul Golfo di Oristano. Si possono ammirare i resti delle fondamenta dei templi, terme romane, il Castellum Acquae, un tofet fenicio-punico e un quartiere dove lavoravano gli artigiani. La città divenne capitale del Giudicato di Arborea fino al suo abandono nel 1070 d C, a causa delle frequenti incursioni arabe, a favore dell'odierna Oristano.

Tharros

Il sito archeologico di Tharros affascina il visitatore sia per i resti di questa cittadina, che un tempo doveva essere un centro fiorente, sia per la sua posizione sull'istmo di Capo San Marco, con una splendida vista sul Golfo di Oristano. Il nome di Tharros è conosciuto da fonti scritte romane e da una pietra miliare sulla strada da Othoca a Cornus.

Panoramica di Tharros e la penisola di Sinis
Panoramica di Tharros e la penisola di Sinis

La strada che porta all'entrata del sito archeologico sale lungo la collina di Su Muru Mannu, il grande muro. La strada entra nella cittadina di Tharros e prosegue verso la riva del mare passando dal centro dell'area dei templi. La prima strada a sinistra porta in cima alla collina da dove si vede il paese di San Giovanni gli stagni e le montagne in fondo. Su questa collina gli archeologi hanno riportato alla luce le prime tracce della fondazione fenicia di Tharros.

L'area del tofetLa zone delle due colonneLe terme romaneLa torre spagnolaLa necropoli punicaVeduta su Capo San MarcoTorre vecchiaLa zona archeologica di Tharros ed il Capo San Marcosite

La foto panoramica è stata ripresa dalla torre di San Giovanni. A sinistra si vede la spiaggia di San Giovanni. La strada e costeggia a destra la spiaggia e a sinistra il sito archeologico di Tharros. Qui accanto una cartina con alcuni punti importanti. Muovi il mouse sulle foto per vedere dove si trovano.

Tharros
 

Le mura di Tharros ed il Tofet sulla collina di Su Muru Mannu

I resti di un villaggio nuragico sono la prova che la zona di Tharros era già abitata prima dell'arrivo dei fenici. Qui fondarono la citta instaurandovi un santuario all'aria aperta, il tofet (scritto anche tophet), segno per gli archeologi di un insediamento stabile. Tra i resti del villaggio nuragico, appoggiate sulla nuda terra, gli archeologi hanno trovato centinaia di urne contenenti ceneri di bambini e neonati misti a ceneri animali. La più vecchia deposizione si è potuto datare al VIII secolo a C usando i metodi moderni di datazione. Il tofet fu usato fino all'arrivo dei romani. Sotto il dominio punico furono aggiunte anche delle stele (pietre votive spesso con un rilievo aniconico). I romani hanno smantellato il tofet, riutilizzando le stele in altre opere, e vi hanno costruito un amfiteatro. Di questo amfiteatro non resta altro che un vago cerchio di pietre emergenti.

I punici rafforzarono le mura di basalto, creando due muri con una trincea in mezzo a formare un bastione quasi imprendibile. Nelle mura costruirono una postierla che poteva servire a sorprendere il nemico alle spalle quando questo si trovava davanto alla porta di Tharros. I romani non avevano più bisogno delle fortificazioni e usavano la trincea come cimitero, testimone i sarcofagi insabbiati.

Interessantissime nella cittadina di Tharros sono le strade. Queste sono del periodo fenicio-punico e la pavimentazione era di arenaria. Più tardi i romani hanno lastricato queste strade con blocchi di basalto. In mezzo passava il canaletto fognario che portava le acque verso il mare. Ai lati di queste strade sono visibili gli stipiti in basalto per far scorrere pannelli di legno e buchi per i perni delle porte.

Il centro di Tharros

Importante per la cittadina era il rifornimento di acqua dolce. I fenici e i punici avevano trovato una soluzione nelle bagnarole. Queste erano cisterne scavate nella roccia e servivano a raccogliere l'acqua piovana. Più tardi i romani costruirono un'acquedotto ed un Castellum Acquae per un miglior approviggionamento idrico della cittadina. L'acqua la facevano arrivare da un pozzo non lontano. I pochi resti dell'acquedotto sono visibili in prossimità della porta di Tharros. Del Castellum Acquae è ancora visibile una parte dell'originale pavimentazione.

Nel centro di Tharros si trovano le strutture più importanti. Le fondamenta del tempio, chiamato tempio monumentale, a fianco ad un altro tempio a pianta semitica. Di questi templi sono rimaste solo le basi come pure nell'area delle due colonne dove sorgeva un terzo tempio. Di queste due colonne non è chiaro se la posizione attuale sia l'originale. Quasi tutte le colonne che abbellivano la città di Tharros sono state portate via e reimpiegate per la costruzione di altri edifici. Un'esempio di questo riciclaggio di materiale e la chiesa romanica di Santa Giusta. A nord e a sud del centro, in prossimità della riva si trovano strutture di terme romane, di cui le Terme di Convento Vecchio a sud sono le più grandi. Proseguendo oltre le terme di Convento Vecchio alla destra vi si scorge il Tempietto K.

Sul fianco della collina della torre spagnola

Sul fianco della collina si trovano le fondamenta delle case (zona abitativa) e botteghe. Si può immaginare la strada piena di vita con tante botteghe dove si lavorava ceramica, legno, metallo ed altro. Lo stile nord-africano delle costruzioni è molto evidente; dei massi grandi squadrati con piccole pietre di riempimento senza l'uso di cemento. Degli incavi nei muri servivano a posizionare grandi travi di legno che sorreggevano soppalchi così da creare un secondo piano.

Di fronte all'entrata di Tharros ci sono grandi blocchi squadrati di arenaria. Essi fanno parte del bastione di una fortificazione. Iniaizalmente si pensava alle mura puniche di difesa della città, poi invece è risultato che appartengono a un castrum bizantino costruito con materiale riutilizzato. I blocchi venivano tenuti insieme da piombo, questo veniva fuso e versato negli appositi incavi nella pietra, solidifcandosi faceva si che i massi restassero (incatenati gli uni agli altri). Di quel piombo non si vede più traccia.

Sopra la collina si trova la torre spagnola di San Giovanni, costruita con le pietre della città, già abbandonata nel 900 d C. a causa delle incursioni arabe. Dopo quasi 18 secoli dalla fondazione di Tharros, queste continue incursioni fecero si che la popolazione cercasse rifugio dietro gli stagni ad Oristano.

Capo San Marco

Andando oltre la torre sul lembo di terra che collega Capo San Marco alla penisola del Sinis si scorgeranno sulla destra i resti di una necropoli punica (Una seconda necropoli si trova a nord di Tharros sotto le case di San Giovanni). A destra delle tombe si vede ancora la zona delle cave di arenaria, adesso difficilmente raggiungibili. Sulla sinistra, verso il golfo si trova una seconda torre spagnola. Proseguendo sul sentiero che va verso sud si passa il nuraghe Baboe Cabitza fino ad arrivare al faro moderno di Capo San Marco.

Bibliografia

1. Acquaro, C. e C. Finzi 1999, Tharros, Sassari
2. Acquaro, C. e A. Mezzolani 1996, Tharros, Roma
3.Rivista di Studi Fenici, Tharros XXI-XXII
4. Spano, can G. 1851 (ristampa del 1994), L'Antica Città di Tharros, Cagliari

Indirizzo: Tharros, Cabras

Tel: +39 0783 370019

Orari: estate 9:00- 18:00/19:00 (giugno, luglio, settembre)/20:00 (agosto); inverno 9:00-17:00 (Chiuso il lunedì)

Prezzi: Euro 8,00 (Tharros e Museo di Cabras), Euro 5,00 solo Tharros

Visite guidate

Sito: www.penisoladelsinis.it

Le informazioni sono state aggiornate al 2016 tuttavia prezzi e orari di apertura possono subire variazioni.

Ultimo aggiornamento 03/04/2016

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