Itinerario Bosa - Valle dei Nuraghi - Macomer

Bosa è una cittadina sulla costa occidentale della Sardegna, si trova sulle sponde del fiume Temo, l'unico fiume navigabile dell'isola. Per un lungo periodo il suo porto è stato importante per l'economia e il commercio della Sardegna centrale, da qui infatti si accedeva verso l'entroterra, agli altipiani di Macomer e alla Valle dei Nuraghi. La presenza di un elevato numero di nuraghi (torri costruite nell'età del bronzo) nella valle nei pressi di Torralba sono testimonianza già dalla preistoria dell'intensa attività economica agro-pastorale. Non c'è quindi da meravigliarsi se i fenici, i punici e i romani valorizzarono l'importanza del porto di Bosa. Nel ottocento Bosa divenne importante per la lavorazione delle pelli, gli edifici delle antiche concerie sono ancora visibili lungo il fiume. In quel periodo fu costruita anche una ferrovia che collegava Bosa a Macomer per facilitare il trasporto di merci e persone. Quel tratto ferroviario viene oggigiorno usato solo come attrazione turistica e viene percorso dal noto trenino verde.

L'itinerario qui illustrato parte da Bosa e porta alla Valle dei Nuraghi, a Bonorva e a Macomer per poi tornare a Bosa. Lungo questo itinerario si incontrano monumenti antichi di epoche diverse, in particolare dell'età del bronzo e del medioevo. Il paesaggio è tipico delle zone formate da antiche attività vulcaniche, in particolare risaltano le colate di rocce basaltiche che hanno formato gli altipiani e i solchi profondi scavati dai ruscelli e fiumi che si ingrossano con l'acqua piovana. Il territorio è tipico di un'economia basata sull'agricoltura e pastorizia.
Non tutti i monumenti sono inclusi in questo itinerario, per i monumenti di Bosa si può consultare la descrizione dell'itinerario precedente Alghero-Bosa-Oristano.

L'itinerario parte da Bosa e porta verso l'entroterra. Dalla valle del Temo la strada sale per raggiungere gli altipiani intorno a Suni e si ha l'occasione di ammirare la bella panoramica della valle del Temo con Bosa e il castello. Da Suni l'itinerario prosegue seguendo le indicazioni per Pozzomaggiore. A sinistra si scorge il grande nuraghe Nuraddeo di Suni e poco più avanti, dove la strada scende per attraversare un ruscello, si vedono le Domus de Janas di Chirisconis, queste sono scavate sulla facciata di una ripida parete rocciosa che sovrasta la valle. Da Pozzomaggiore l'itinerario segue le indicazioni per raggiungere la strada statale 131. In alternativa si può optare di andare verso Bonorva e fare una visita alla chiesa medievale di San Nicolò di Trullas, questa chiesa si trova lungo la strada che da Pozzomaggiore porta a Semestene. Da qui si può raggiungere la strada statale 131 prima di Bonorva. Andando nella direzione di Sassari si prende l'uscita per Thiesi, seguendo le indicazioni per la chiesa di San Pietro di Sorres a Borutta.

La chiesa di San Pietro di Sorres si trova in cima a una collina e fa parte di un monastero antico. La chiesa è un bel esempio di architettura medievale con influenze toscane (pisane), questa fu costruita nella seconda metà del secolo XII utilizzando pietre di colore bianco e nero. Soprattutto all'interno della chiesa si apprezza pienamente il suggestivo effetto del bianco e nero. È disponibile un servizio di visita guidata per la chiesa.

Dalla chiesa di San Pietro di Sorres si raggiunge in breve tempo la prossima tappa dell'itinerario, il maestoso nuraghe Santu Antine di Torralba, considerato tra le più belle costruzioni dell'età del bronzo Sardo. Il nuraghe complesso è costituito da una torre centrale e un cortile chiuso da massicci bastioni e tre torri aggiunte. Nonostante il deterioramento nei secoli passati, l'edificio resta sempre una costruzione impressionante con misteriosi corridoi e camere con copertura a tholos. Dalla cima della torre centrale si ha la veduta sulla Valle dei Nuraghi, l'altopiano chiamato così per l'elevato numero di torri che vi si trovano. Una visita al nuraghe dura circa un'ora. Oltre al nuraghe complesso si possono vedere i resti di capanne nuragiche e muri di epoca romana. Sul terreno del sito è stata costruita una replica in pietra di una capanna nuragica.

Per raggiungere la terza tappa si possono seguire direttamente le indicazione per la necropoli di Sant'Andrea Priu in territorio di Bonorva. Questa necropoli con Domus de Janas è considerata tra le più importanti del territorio. Le tombe sono state scavate su una parete rocciosa, sulla cima della parete si trova l'antichissima scultura che raffigura un toro del quale manca tuttavia la testa. Sul sito sono visibili tombe di varia grandezza e raffinatezza, ma una di queste è particolarmente interessante, la Tomba del Capo. Questa tomba è costituita da tre camere grandi, che sono accessibili al pubblico, e tante celle intorno non visitabili. Alla tomba del capo si accede solo con una guida e non è consentito fare le foto all'interno. La prima camera si presenta con tutte le caratteristiche di un vestibolo di una tomba Domus de Janas. In questa prima camera a sinistra si notano delle tombe rettangolari scavate nel pavimento roccioso, queste vennero realizzate molto più tardi in epoca bizantina. Nella seconda camera si vedono gli affreschi risalenti a epoca romana, in quel periodo la tomba venne riutilizzata come sepolcro. Raggiunta la terza camera si possono ammirare gli affreschi bizantini risalenti a quando la tomba fu adibita a chiesa durante il propagarsi del cristianesimo. In questa camera si trova anche un altare e la luce penetra da un foro dal soffitto. In Sardegna si trovano diversi esempi di Domus de Janas e di grotte che agli albori del cristianesimo furono trasformate in chiese.

Dalla necropoli l'itinerario prosegue per Macomer. Ritornando sulla ss131 a Bonorva si attraversa l'altopiano di Campeda, questo è ricco di testimonianze nuragiche, il comune di Macomer conta il numero più alto di nuraghi censiti sulle cartine. Uscendo dalla ss131 a Macomer si possono seguire le indicazioni per la zona archeologica di Tamuli. In questo sito archeologico si trovano i resti di tre Tombe dei Giganti, un grande nuraghe, i resti di alcune capanne e sei menhir. Tre di questi menhir presentano delle coppelle (protuberanze scolpite nella roccia che fanno pensare a mammelle), e che sono stati interpretate come simboli femminili di fertilità.

La cooperativa che gestisce il sito di Tamuli cura anche un'altro importante sito che si trova proprio di fronte all'ospedale di Macomer, la necropoli con Domus de Janas di Filigosa. Questa necropoli ha dato il nome a una delle culture preistoriche della Sardegna, la cultura di Abealzu-Filigosa.
La città di Macomer si trova su un crocevia di strade e fin dall'antichità è stata importante per la sua posizione strategica. Anche il noto nuraghe complesso di Santa Barbara si trova appena fuori Macomer. Il nuraghe è raggiungibile solamente dalla ss131 viaggiando in direzione Sassari. Seguendo le indicazioni che si trovano lungo la strada statale si entra in un piccolo parcheggio, da qui si prosegue a piedi fino al monumento.

Nell'ultima tappa di questo itinerario, da Macomer si va di nuovo in direzione di Bosa. Oltrepassata la ferrovia si scorge sulla destra un'altro grande nuraghe, il nuraghe Succuronis. Il tratto ferroviario è quello del trenino verde che da Macomer va a Bosa Marina ed è in funzione solo d'estate per i turisti. L'itinerario termina a Bosa.

Le circostanze su strada possono essere diverse causa lavori su strada, traffico o altro di quanto riportato sulla presente cartina. Vedi anche i paragrafi sulla responsabilità limitata.

San Pietro di Sorres

San Pietro di Sorres

Borutta (SS)

La chiesa di San Pietro di Sorres fu costruita tra il 1170 e il 1200 come cattedrale del paese di Sorres. La chiesa ha una bella facciata bicroma per via dell'utilizzo di una combinazione di pietra scura e pietra chiara. Nel XIV secolo il paese fu abandonato e la chiesa rimase in disuso fino all'arrivo dei monaci benedettini nel 1950. I monaci hanno restaurata la chiesa ed è diventata parte del monastero ancora in funzione oggigiorno. La chiesa è visitabile.

Necropoli di Filigosa

Necropoli di Filigosa

Macomer (NU)

La necropoli di Filigosa che si trova appena fuori Macomer ha dato il nome alla cultura di Abealzu-Filigosa (2480-1855 a C). La necropoli consiste in alcune tombe del tipo Domus de Janas con un dromos molto lungo tagliato nella roccia. In cima alla collina si vedono i resti di un nuraghe monotorre.

Necropoli S. Andrea Priu

Necropoli S. Andrea Priu

Bonorva (SS)

La necropoli di Sant'Andrea Priu consiste in varie tombe scavate nella roccia, le domus de janas, da piccole camere funerarie a tombe complesse alto quanto un uomo. La tomba più grande fu riutilizzata in epoca romana e decorata con affreschi mentre in epoca bizantina fu trasformata in chiesa con affreschi dell'epoca. Purtroppo non è ammesso fare le fotografie in questa tomba magnifica.

Nuraghe Santu Antine

Nuraghe Santu Antine

Torralba (SS)

Il nuraghe Santu Antine è indubbiamente la costruzione più affascinante della Sardegna nuragica. Il nuraghe consiste di una torre centrale alto tre piani con bastioni e tre torri aggiunte, lunghi corridoi e un cortile interno con un pozzo. Intorno al nuraghe si trovano i resti di un villaggio nuragico che fu abitato ancora in epoca romana.

Tamuli

Tamuli

Macomer (NU)

Il sito archeologico di Tamuli si trova sull'altopiano presso Macomer, in un'area con un'alta densità di nuraghi. Il sito consiste in un nuraghe complesso, i resti di un insediamento e di tre Tombe di Giganti, e sei menhir.

Bosa

Bosa

Bosa (OR)

La cittadina di Bosa si trova sulle sponde del fiume Temo, l'unico fiume navigabile della Sardegna per circa sei chilometri. Qui si può ammirare il grande castello dei Malaspina. Bosa ha origine in epoca punico-romana nella zona dove si trova adesso la chiesa di San Pietro extramuros, più verso l'interno sulla sponda sinistra del fiume. Nel Medioevo è sorto il nuovo nucleo di Bosa sotto le mura del castello. Alla foce del fiume si trova Bosa Marina dove la grande torre spagnola protegge la spiaggia.

Ultimo aggiornamento 13/05/2015
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