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L‘Eta del Bronzo: Il fenomeno dei nuraghi |
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Sparse in tutta la Sardegna si trovano le torri caratteristiche che vengono chiamate comunemente Nuraghi. Pare che la parola nur significherebbe "mucchio di pietre". Sull‘isola si contano circa 6500 di queste torri, molte in stato di degrado più o meno avanzato, ma si stima che fossero molte di più. Molte torri andarono infatti distrutte per riutilizzare i grossi massi per nuove costruzioni o impieghi. Massi provenienti da nuraghi sono stati usati anche per rinforzare strade come la statale ss131 Carlo Felice. I Nuraghi furono costruiti dai protosardi (gli antenati dei sardi), piccole comunità di agricoltori e pastori nell‘età del bronzo 1. I Protonuraghi e nuraghi Nella prima fase le costruzioni erano semplici e somigliavano più a una terrazza sollevata dal suolo con un corridoio interno e una scala in pietra o in legno che conduceva sulla superficie della terrazza stessa. Questi sono chiamati protonuraghi o nuraghi "a corridoio passante", dei quali un‘esempio si trova nella Giara di Gesturi (Brunku Madugui) 2. La forma di queste costruzioni si evolse in quella del nuraghe, una torre conica semplice ottenuta sovrapponendo massi (di basalto) a secco. In cima venivano collocate pietre a forma di "T" per creare una terrazza sporgente. Di queste pietre non ne sono rimaste molte nell‘originale posizione e si può dire che nessun nuraghe è arrivato integro ai giorni nostri. Dopo la prima fase delle monotorri, tra il XIV e IX secolo a C, le costruzioni divennero più complesse e si aggiunsero una o più torri laterali alla torre centrale. Esempi sono il Nuraghe Losa, Su Nuraxi a Barumini, Genna Maria a Villanovaforru. 5. Nuraghe Losa ha tre torri aggiunte e succesivamente vennero aggiunte altre torri più basse e uno spesso muro di pietra. Su Nuraxi è rinforzato con quattro torri, in seguito ampliato con un muro spessisimo e una cinta di torri più basse che dava l‘insieme l‘aspetto di una fortezza impenetrabile. I nuraghi complessi sarebbero stati la sede di capi tribù o principi locali, anche se è improbabile che questi fungessero da abitazione. Si pensa piùttosto che queste massicce costruzioni offrisero un rifugio sicuro per gli abitanti della zona in caso di pericolo, o per la custodia di tesori e valori, religiosi o meno, armi e qualche volta per scorte alimentari 6.
I villaggi nuragici Intorno a certi nuraghi sono visibili le fondamenta in pietra di capanne di forma circolare, queste formavano i villaggi nuragici. Queste capanne erano costituite da un muro circolare in pietra alto circa un metro e mezzo, un tetto a punta formato da pali di legno ricoperto di frasche. L‘interno veniva rifinito con argilla o pezzi di sughero per isolare dal vento e dal freddo. Certe di queste capanne vengono ancora costruite sull‘isola e vengono usate come ricovero temporaneo dai pastori 7. In molti villaggi si trovava una capanna particolare, di solito più grande delle altre e con all‘interno un bancone di pietra e un oggetto rituale (un bacino per l‘acqua o un nuraghe in miniatura). Questa è chiamata la capanna delle riunioni 8. Altre capanne intorno a un cortile formavano le abitazioni di nuclei familiari. Si trovava un forno e una macina per la preparazione del pane e in casi eccezionali anche un posto per lavorare il bronzo. Nei villaggi non si trova un spazio aperto pubblico come una piazza (o agora), i vicoli tra le capanne erano così stretti che non passava nemmeno un animale domestico come una pecore o una mucche 9. Le Tombe dei Giganti, strutture funerarie nuragiche Le tombe del periodo nuragico vengono chiamate Tombe dei Giganti, nome che è stato dato inizialmente dagli abitanti del luogo e poi usato dagli archeologi. Alcune di queste tombe, costruite da pietre monolitiche oppure con blocchi di basalto, potevano essere lunghe 30 metri e venivano usati talvolta da nuclei familiari per lunghi periodi. Una pietra alta arrotondata serviva da chiusura, fiancheggiata ai due lati da un filare di pietre poste a mezzaluna in modo da formare uno spazio che probabilmente era usato per rituali funebri 10. I santuari, l'acqua al centro della devozione
La cultura, i bronzetti Esponente della cultura cosìdetta nuragica sono le statuette di bronzo, o bronzetti sardi. Nei musei, e non solo in Sardegna, sono esposti diversi di questi bronzetti, certi ritrovati anche nell‘arredamento funerario di tombe etrusche. I bronzetti raffiguravano solitamente guerrieri, sacerdoti, animali e barchette adornate con uccelli e cervi. I bronzetti erano oggetti votivi dedicati alla dea madre o ad altre divinità 13. Nonostante la Sardegna fosse ricca di giacimenti di rame, sono stati ritrovati lingotti di questo metallo di cui è stata accertata la provenienza cipriota. Questo sosterebbe la teoria che la Sardegna conoscesse già interscambi di beni con il medio oriente nell‘età del bronzo e quindi prima dell‘arrivo dei fenici 14. 1 Melis 2003, p. 10 Bibliografia 1. Melis, P. 2003, Civiltą Nuragica, Sassari |
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| (last updated: 04/29/2008 06:47:53) | |||||
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