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Sardegna Preistorica |
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Scrivere una storia breve della Sardegna senza sottovalutare aspetti importanti della stessa è cosa impossibile. La particolarità della sua storia è dovuta in gran parte alla sua posizione al centro del Mar Mediterraneo. Il fatto che fosse circondata dal mare ha permesso lo sviluppo di una propria civiltà, ma allo stesso tempo non ha potuto impedire che le vicende nel resto del mondo Mediterraneo ne influenzassero il percorso storico. La Sardegna è stata per lunghi periodi un punto strategico per il traffico marittimo delle civiltà nel Mediterraneo. Sull'isola sono visibili ancora oggi resti della presenza di civiltà provenienti dal nord-Africa e dall'Asia minore e contemporaneamente i resti della civiltà propria Sarda, quella Nuragica. Tutto ciò rappresenta interessante materiale di studio per archeologi e scienziati di università di tutto il mondo. Il neolitico e l'ossidianaNonostante la Sardegna sia geologicamente una delle più vecchie terre d'Europa, fu popolata dall‘uomo soltanto in fase tarda. Si pensa che la traversata dalla terraferma si sia verificata nell'ultima era glaciale, quando il livello del mare era più basso. Vicino a Dorgali, sulla costa orientale della Sardegna, sono state ritrovate le prime tracce di attività umana 1.
Del periodo neolitico e calcolitico (età del Rame) sono stati fatti rinvenimenti, come ceramiche, osso e pietre lavorate, che sono da attribuire alla cultura di Ozieri e alla cultura di Monte Claro. I nomi di queste culture derivano dai luoghi dei primi ritrovamenti di questi oggetti 3. Dello stesso periodo si conoscono anche le strutture megalitiche chiamate Dolmen e le camere funerarie ipogeiche ricavate nella roccia, le Domus de Janas, conosciute anche come case delle fate. Queste sono ancora ben visibili in alcune parti della Sardegna 4. Un importante sito di questo periodo si trova sul Monte D‘Accoddì vicino a Sassari. Qui si trova un tipo di ziqqurath (struttura trapezoidale, tipo altare) che ricorda nella forma quelle trovate nel medio-oriente 5. Tracce della presenza di queste culture si trovano non solo nell'entroterra dell'isola ma anche lungo la costa. Un esempio è un insediamento della cultura sub-Ozieri a Cuccuru S'Arriu, vicino a Cabras 6. In Sardegna si trovano anche resti di strutture megalitiche, come muraglie (recinti?) con basse torri di guardia (Su Ureci, Guspini), comuni anche nell'Europa occidentale 7. Sequenza cronologica di Lilliu
fonte: Lilliu 2003, p. 14, Webster 1996, p.14 Questa cronologia del periodo nuragico viene contestata da alcuni archeologi. Questi sostengono che il periodo Nuragico inizi prima (circa 2700 a C) e finisca prima dell‘arrivo dei fenici in Sardegna (intorno al 1000 a C), anche se si è continuato ad usare i nuraghi oltre quel periodo. Tutto sta all‘interpretazione che si dà ai ritrovamenti e quale cultura e tempo del nuragico questi vengono attribuiti. Essi sostengono che i bronzetti non facevano parte della cultura nuragica ma furono posteriore alla stessa. Piuttosto che parlare di una cultura nuragica di cui non si conosce l‘inizio preciso si dovrebbe parlare di un periodo nuragico in cui i nuraghi venivano costruiti e usati, anche quando gli abitanti intorno ai nuraghi non avevano più nessun legame con i costruttori 9. Per ulteriore lettura vedi la bibliografia 1 Lilliu 2003, p. 25 Bibliografia1. Lilliu, G. 2003, La Civiltą dei Sardi, Nuoro [Republished: La civiltą dei Sardi, dal Paleolitico all'etą dei nuraghi, Torino Nuova ERI 1988] |
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| (last updated: 02/25/2008 08:40:38) | |||||||||||||||||||||||||||||
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