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Sardegna Preistorica

 

Scrivere una storia breve della Sardegna senza sottovalutare aspetti importanti della stessa è cosa impossibile. La particolarità della sua storia è dovuta in gran parte alla sua posizione al centro del Mar Mediterraneo. Il fatto che fosse circondata dal mare ha permesso lo sviluppo di una propria civiltà, ma allo stesso tempo non ha potuto impedire che le vicende nel resto del mondo Mediterraneo ne influenzassero il percorso storico. La Sardegna è stata per lunghi periodi un punto strategico per il traffico marittimo delle civiltà nel Mediterraneo. Sull'isola sono visibili ancora oggi resti della presenza di civiltà provenienti dal nord-Africa e dall'Asia minore e contemporaneamente i resti della civiltà propria Sarda, quella Nuragica. Tutto ciò rappresenta interessante materiale di studio per archeologi e scienziati di università di tutto il mondo.

Il neolitico e l'ossidiana

Nonostante la Sardegna sia geologicamente una delle più vecchie terre d'Europa, fu popolata dall‘uomo soltanto in fase tarda. Si pensa che la traversata dalla terraferma si sia verificata nell'ultima era glaciale, quando il livello del mare era più basso. Vicino a Dorgali, sulla costa orientale della Sardegna, sono state ritrovate le prime tracce di attività umana 1.

Ossidiana dal Monte ArciPresso il vulcano spento del Monte Arci si lavorava l'ossidiana, il vetro vulcanico usato per fabbricare punte di frecce e attrezzi da taglio 2. In varie parti del Mediterraneo sono trovati artefatti in ossidiana proveniente da Monte Arci. Come nel resto dell‘Europa veniva fatto uso della pietra focaia

Metodi di datazione con ossidiana nell‘archeologia

L‘idratazione dell‘ossidiana, visibile dal formarsi di uno strato marrone opaco, è indicativa del tempo che la pietra è stata esposta all‘aria (umida). Questo processo ha inizio subito dopo il taglio. Infatti una punta di freccia tagliata nel neolitico non si presenta lucida come l‘ossidiana appena tagliata (vedi anche foto). Questo metodo di datazione è stato sviluppato dai geologi Irving Friedman e Robert L Smith.

Del periodo neolitico e calcolitico (età del Rame) sono stati fatti rinvenimenti, come ceramiche, osso e pietre lavorate, che sono da attribuire alla cultura di Ozieri e alla cultura di Monte Claro. I nomi di queste culture derivano dai luoghi dei primi ritrovamenti di questi oggetti 3. Dello stesso periodo si conoscono anche le strutture megalitiche chiamate Dolmen e le camere funerarie ipogeiche ricavate nella roccia, le Domus de Janas, conosciute anche come case delle fate. Queste sono ancora ben visibili in alcune parti della Sardegna 4.

Un importante sito di questo periodo si trova sul Monte D‘Accoddì vicino a Sassari. Qui si trova un tipo di ziqqurath (struttura trapezoidale, tipo altare) che ricorda nella forma quelle trovate nel medio-oriente 5. Tracce della presenza di queste culture si trovano non solo nell'entroterra dell'isola ma anche lungo la costa. Un esempio è un insediamento della cultura sub-Ozieri a Cuccuru S'Arriu, vicino a Cabras 6.

In Sardegna si trovano anche resti di strutture megalitiche, come muraglie (recinti?) con basse torri di guardia (Su Ureci, Guspini), comuni anche nell'Europa occidentale 7.

Sequenza cronologica di Lilliu

Paleolitico 8 fino a 6000 avanti CristoAC
Neolitico 6000-2500 avanti Cristo
  Cultura di Filiestru 6000 fino a 3730
  Cultura di Bonuighinu 3730-3300/3200
  Cultura di Ozieri 3300/3200 - 2480
Calcolitico (età del Rame) 2500-1855 avanti Cristo
  Cultura di Monte Claro 2480-1855
Nuragico (Età del Bronzo e Ferro) 1855-238 avanti Cristo
  Nuragico Arcaico o Proto-nuragico (periodo I) 1855-1490
  Nuragico medio (periodo II e III) 1490-900
  Nuragico tardo (Età del Ferro) (periodo IV) 900 - 500
  Nuragico finale (Punico) da 500 a C-238 a C
Periodo Romano 238 a C - 456 d C

fonte: Lilliu 2003, p. 14, Webster 1996, p.14

Questa cronologia del periodo nuragico viene contestata da alcuni archeologi. Questi sostengono che il periodo Nuragico inizi prima (circa 2700 a C) e finisca prima dell‘arrivo dei fenici in Sardegna (intorno al 1000 a C), anche se si è continuato ad usare i nuraghi oltre quel periodo. Tutto sta all‘interpretazione che si dà ai ritrovamenti e quale cultura e tempo del nuragico questi vengono attribuiti. Essi sostengono che i bronzetti non facevano parte della cultura nuragica ma furono posteriore alla stessa. Piuttosto che parlare di una cultura nuragica di cui non si conosce l‘inizio preciso si dovrebbe parlare di un periodo nuragico in cui i nuraghi venivano costruiti e usati, anche quando gli abitanti intorno ai nuraghi non avevano più nessun legame con i costruttori 9.

Note:

Per ulteriore lettura vedi la bibliografia

1 Lilliu 2003, p. 25
2 Tykot 1992, p. 57 e.v.
3 Lilliu 2003, p. 14 en p. 79 e.v.
4 Ferrarese Ceruti 1992, p.98-99
5 Lilliu 2003, p.96
6 Santoni 1992, p. 157 e.v.
7 Lilliu 2003, p. 152,153
8 litico è derivato dalla parola greca lithos (pietra). Paleo significa vecchia e Neo nuovo.
9 Manca 2004, p. 97 e 102

Bibliografia

1. Lilliu, G. 2003, La Civiltą dei Sardi, Nuoro [Republished: La civiltą dei Sardi, dal Paleolitico all'etą dei nuraghi, Torino Nuova ERI 1988]
2. Tykot, R.H. 1992, The Sources and Distribution of Sardinian Obsidian, in: Sardinia in the Mediterranean: A footprint in the sea, ed. R. H. Tykot and T.K. Andrews , Sheffield, p. 57-70
3. Ferrarese Ceruti, M.L. 1992, Elementi Architettonici e del Culto Funerario nella Domus de Janas di Su Littu (Ossi-Sassari) in: Sardinia in the Mediterranean: A footprint in the sea, ed. R. H. Tykot and T.K. Andrews , Sheffield, p. 98-104
4. Manca, G., 2004, Il Nuraghe Losa e la Civiltà Nuragica, Ghilarza
5. Santoni, V., Cuccuru S'Arriu (Cabras). L'Orizzonte Eneolitico Sub-Ozieri in: Sardinia in the Mediterranean: A footprint in the sea, ed. R. H. Tykot and T.K. Andrews , Sheffield, p. 157-174
6. Webster, G.S. 1996, A Prehistory of Sardinia 2300-500BC , Sheffield

 

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