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San Salvatore di Sinis

Cabras (OR)

San Salvatore di Sinis
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Rassegna
Fotografica

Vicino allo Stagno di Cabras, sulla strada che porta da Oristano a Tharros, si trova San Salvatore, un piccolo villaggio mantenuto in stato quasi originale per il suo valore storico culturale. Nel paese si trova la chiesetta settecentesca di San Salvatore, costruita proprio sopra il tempio ipogeico. Tutt‘intorno si trovano le cumbessias, casette usate in occasione di feste religiose.

Il pozzo e la scala che porta all‘ipogeo.La zona del penisola di Sinis fu abitata già dall‘inizio del quarto millennio avanti C. Tracce che risalgono al periodo neolitico sono trovate vicino a San Salvatore, a Cuccuru Is Arrius. Nell‘età del bronzo vi furono costruiti alcuni nuraghi, ora quasi completamente distrutti e non più visibili. Vicino a San Salvatore si trova il sito più importante della fine dell‘età del bronzo ed inizio dell‘età del ferro: il sito di Monti Prama. Qui sono state scoperte statue grandi, uniche in tutta la preistoria della Sardegna.

Piantina dell‘ipogeo di San SalvatoreL‘ipogeo di San Salvatore veniva usato come luogo sacro già dal neolitico. Nell‘epoca dei nuraghi vi fu scavato un pozzo sacro per il culto dell‘acqua. All‘interno dello stesso ipogeo si trova un piccolo menhir, pietra eretta di piccola dimensione a rappresentanza di un simbolo fallico. Anche i punici usarono il tempio ipogeico come luogo di venerazione. Loro vi veneravano il dio Sid (Sardus Pater). Con la venuta dei romani il luogo era dedicato ad Asclepius, per via delle proprietà guarative attribuite all‘acqua del pozzo. Dopo una lunga storia pagana non c‘è da meravigliarsi che i cristiani addibivano l‘ipogeo come luogo di culto cristiano. Nel settecento veniva costruita la chiesetta come la conosciamo adesso.

 Luna, Venere e Marte dipinti sui muriL‘ipogeo, in parte scavato nella roccia, è formato da cinque ambienti intorno ad una stanza centrale circolare nella quale si trova il pozzo a base quadrata. I muri sono stati ricoperti di vari disegni e affreschi durante i tanti secoli della sua esistenza, dai tempi dei romani in poi. Si possono intravedere ancora disegni di navi, animali, lettere del alfabeto greco e figure umane.

Appena fuori dall‘abitato di San Salvatore si possono vedere ancora le rovine di terme romane, le Terme di Domu' e Cubas, probabilmente parte di una villa romana. Purtroppo le rovine sono in stato di degrado e non visitabili.

La chiesetta di San SalvatoreIl villaggio è pittoresco e nello stesso momento semplice. Le casette fungono ormai da seconda casa. Una volta all‘anno si tiene una manifestazione commemorativa delle incursioni arabe. In quell‘occasione giovani uomini, vestiti di bianco, portano correndo a piedi nudi la statua del santo da San Salvatore a Cabras attraverso la campagna. In questo modo gli abitanti del villaggio salvarono il santo dagli arabi. La manifestazione si chiama la corsa degli scalzi e si tiene il primo sabato di settembre.

San Salvatore è stato anche un luogo per riprese di un spaghettiwestern. Per questo motivo vi fu costruito un saloon di legno in stile americano sulla piazza di fronte alla chiesetta. Dopo un rogo che distrusse il saloon per fortuna non è più stato ricostruito.

Bibliografia

Donati, A. e R. Zucca 1992: L‘ipogeo di San Salvatore, Sassari

Indirizzo: San Salvatore

Orari: la chiesetta è gestita da volontari, quindi l‘orario può variare

Prezzi: Libero ingresso, offerte alla chiesa

Per rispetto per la chiesa vestirsi in modo consono